Google avvia la sperimentazione che consente di modificare l’indirizzo Gmail, ma con limiti precisi e rischi da valutare.
Google ha dato il via a un cambiamento atteso da anni: la possibilità di modificare l’indirizzo Gmail associato al proprio account, mantenendo quello vecchio come alias attivo e permanente. Il test parte dall’India, primo Paese dove il colosso americano ha abilitato questa nuova funzione. La novità riguarda milioni di utenti che, nel corso degli anni, si sono ritrovati con indirizzi obsoleti, poco professionali o semplicemente inadatti al proprio presente digitale.
Si potrà dunque aggiornare il proprio indirizzo email senza creare un nuovo account, evitando la perdita di messaggi, dati o accessi. Il vecchio indirizzo continuerà a ricevere la posta, mentre quello nuovo diventerà il principale per l’invio. Ma dietro questa opportunità si nascondono vincoli rigidi, rischi tecnici e una transizione complessa per molti servizi online esterni a Google.
Regole precise, rollout graduale e limiti annuali
Il cambiamento non sarà libero né immediato per tutti. Google consente un solo cambio di indirizzo ogni 12 mesi, fino a un massimo di tre modifiche totali per ogni account durante l’intero ciclo di vita. Una politica che punta a evitare abusi o reazioni a caldo, spingendo l’utente a valutare bene la propria scelta prima di attivarla.
La funzione è per ora disponibile solo in India, con documentazione ufficiale già tradotta in Hindi. Nessuna data è stata ancora fissata per il rilascio globale. Il processo è graduale, e Google osserva attentamente il comportamento degli utenti prima di estendere il servizio su scala internazionale.

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L’alias Gmail assicura continuità nella ricezione dei messaggi, e questo riduce il rischio di interruzioni. Tuttavia, il nuovo indirizzo viene impostato come primario per l’invio, la visualizzazione del nome utente e l’accesso ai servizi Google. Questo significa che tutte le comunicazioni in uscita appariranno con la nuova email.
Nel caso di cambio, le credenziali vecchie continuano a funzionare per l’accesso, ma è il nuovo indirizzo che identifica l’account nei contesti più visibili. Per i destinatari, potrebbe sembrare la nascita di un nuovo contatto, e questo può generare confusione se non gestito correttamente.
Rischi con servizi esterni, accessi bancari e sistemi terzi
La vera complessità non è interna a Google, ma riguarda tutto il mondo di servizi terzi legati all’indirizzo Gmail: social network, abbonamenti, strumenti di autenticazione a due fattori, piattaforme di pagamento, banche, app mobili e portali governativi.
Molti di questi non aggiornano automaticamente l’email associata all’account. In particolare, le piattaforme che utilizzano Gmail come sistema di login tramite OAuth o login federato potrebbero non riconoscere il nuovo indirizzo, anche se l’identità dell’account non è cambiata.
I problemi più gravi potrebbero emergere in ambiti sensibili, come l’accesso a conti bancari, servizi fiscali, piattaforme sanitarie o sistemi aziendali interni. Alcuni servizi potrebbero rifiutare la nuova email o costringere l’utente a verifiche aggiuntive, con possibili ritardi o blocchi temporanei.
Per questo motivo, gli esperti suggeriscono cautela: prima di procedere con il cambio dell’indirizzo Gmail, è importante fare una mappatura precisa di tutti i servizi collegati, aggiornare i dati più critici manualmente, e attendere eventuali chiarimenti ufficiali da Google su compatibilità e modalità di rilascio globale.
Nel caso di utenti aziendali, il cambio potrebbe risultare più lineare se l’organizzazione utilizza Google Workspace, ma restano comunque da valutare eventuali effetti collaterali sui flussi di lavoro, gli strumenti di comunicazione e le procedure di accesso condivise.
Addio vecchio nickname imbarazzante: Gmail apre finalmente al cambio indirizzo, ecco come fare - gazzettadisicilia.it






