Economia

Caro vita, sono queste le spese che gli italiani tagliano di più nel 2026

Le spese che gli italiani sono costretti a tagliareLe spese che gli italiani sono costretti a tagliare - gazzettadisicilia.it

Una cena fuori, il caffè al bar, qualche giorno di vacanza. Sono queste le spese che gli italiani intervistati da Ipsos per Confesercenti prevedono di ridurre più spesso nei prossimi mesi. L’indagine, condotta su 800 persone tra i 18 e i 65 anni, mostra che il 93% ha già cercato di contenere almeno una voce del bilancio familiare nei tre mesi precedenti.

Secondo Confesercenti, questa cautela potrebbe tradursi in 1,4 miliardi di euro di consumi in meno nel trimestre in corso, con possibili ripercussioni per ristoranti, negozi e strutture ricettive. A pesare sui bilanci sono i rincari di alimentari, energia e carburanti. Le risposte mostrano che le famiglie intervengono sia sulle uscite quotidiane sia sulle spese che possono rinviare.

Ristoranti, bar e vacanze in cima ai tagli

Il 53% degli intervistati pensa di risparmiare su pranzi e cene fuori casa o sulle consegne a domicilio. Il 44% punta a spendere meno al bar, tra colazioni, caffè e aperitivi. Seguono vacanze e soggiorni, indicati dal 41%, e abbigliamento e calzature, dal 34%. Il 4% esclude di ridurre le spese, mentre il 5% è ancora indeciso.

Il confronto con i tre mesi precedenti mostra dove potrebbe aumentare la cautela. Aveva già cercato di risparmiare sulle vacanze il 34% del campione, sette punti in meno rispetto a chi intende farlo nei prossimi mesi. Per le consumazioni al bar si passa dal 39% al 44%. Le percentuali di ristorazione e abbigliamento rimangono invece pressoché stabili.

Come cambiano gli acquisti delle famiglie

La strategia più diffusa è cercare più spesso sconti e promozioni, scelta dal 66% degli intervistati. Il 56% ha provato a ridurre gli sprechi e a utilizzare meglio ciò che compra. Il 41% si è orientato verso prodotti o servizi più economici e una quota analoga ha rinviato acquisti importanti, lavori o altre spese.

Per il 35% il risparmio è passato dalla riduzione del numero di prodotti acquistati o dei servizi utilizzati. Il 32% ha riparato o riutilizzato oggetti che possedeva già, mentre il 27% ha cambiato negozio o fornitore per trovare prezzi migliori. I tentativi di contenere le uscite hanno riguardato anche le spese essenziali. Il 29% ha cercato di limitare i consumi di luce, gas e acqua e il 26% è intervenuto sulla spesa per alimenti e bevande da consumare in casa.

Tra i giovani è più diffuso il ricorso all’usato

Tra i 18 e i 34 anni, appena il 3% dichiara di aver mantenuto le stesse abitudini di spesa. Il 37% ha comprato meno prodotti o utilizzato meno servizi, contro il 33% dei 35-65enni. Anche l’usato e il ricondizionato sono più frequenti tra i giovani, che vi hanno fatto ricorso nel 23% dei casi contro il 17% degli adulti. Quanto alla moda, il 34% degli under 35 prevede di risparmiare sull’abbigliamento, contro il 27% che lo ha già fatto.

Le differenze tra Nord-Est, Centro e Mezzogiorno

Nel Nord-Est il 41% ha cercato di spendere meno per l’abbigliamento, contro il 33% nazionale. Al Centro spicca il rinvio di acquisti importanti e lavori, indicato dal 47% rispetto al 41% complessivo. Nel Mezzogiorno è più frequente la riduzione degli sprechi, una strategia adottata dal 61% degli intervistati, cinque punti sopra la media nazionale.

Change privacy settings
×