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60 euro extra al mese, per riceverli ora basta questo requisito: la novità 2026

Bonus mamme60 euro extra al mese, per riceverli ora basta questo requisito: la novità 2026 - gazzettadisicilia.it

Nel 2026 aumentano gli incentivi per queste persone: bonus potenziati, più flessibilità e 60 euro extra al mese.

A partire da gennaio 2026, le madri lavoratrici potranno contare su nuove misure economiche e organizzative pensate per agevolare la conciliazione tra famiglia e lavoro. La Legge di Bilancio approvata dal Governo introduce interventi strutturali che rafforzano i bonus esistenti e ampliano i criteri di accesso a contributi e sgravi. Dalla somma fissa in busta paga al sostegno per l’asilo nido, passando per priorità nei contratti part-time e bonus per le nuove nascite, la manovra 2026 segna un cambio di passo concreto nelle politiche di sostegno alla genitorialità.

A chi spetta il bonus mamme e come funziona nel 2026

Il bonus mamme lavoratrici è destinato a donne con almeno due figli, con alcune variazioni legate all’età dei minori e al numero complessivo di figli. Hanno diritto al contributo le lavoratrici dipendenti e autonome, mentre le lavoratrici domestiche restano escluse. L’importo mensile, rispetto al 2025, è stato aumentato: si passa da 40 a 60 euro per ogni mese lavorato, per un massimo di 720 euro annui. La somma viene erogata in un’unica soluzione nel mese di dicembre e non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Il beneficio è riservato a chi ha un reddito annuo lordo non superiore a 40.000 euro. Per le madri con due figli, il bonus è valido fino al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo. Per le madri con tre o più figli, il limite si estende fino ai 18 anni.

Le domande devono essere inviate tramite portale INPS, utilizzando credenziali Spid, Cie o Cns. Tutte le richieste saranno verificate attraverso i sistemi già in uso per gli altri bonus legati alla genitorialità.

Bonus mamme

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Accanto al contributo individuale, la Manovra introduce incentivi all’occupazione femminile. In particolare, le imprese private che assumono donne disoccupate da almeno sei mesi con tre figli minorenni possono beneficiare di uno sgravio contributivo parziale (esclusi premi e contributi Inail). La norma punta a favorire l’inserimento stabile delle madri nel mercato del lavoro, riducendo il costo del lavoro per le aziende.

Infine, viene formalizzato il diritto alla priorità per la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a part-time (o per la modifica dell’orario in caso di part-time già attivo), applicabile a genitori con almeno tre figli conviventi. Il diritto vale fino ai 10 anni del figlio più piccolo, e senza limiti di età in caso di figli con disabilità riconosciuta.

Nascite, nidi e servizi educativi: le agevolazioni disponibili nel nuovo anno

Confermati per il 2026 anche altri strumenti di sostegno alla natalità. In particolare, viene prorogato il bonus nuovi nati, un contributo una tantum da 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato nel biennio 2025–2026. Possono beneficiarne le famiglie con Isee minorenni fino a 40.000 euro. La richiesta va presentata entro 120 giorni dalla nascita o dall’ingresso del minore in famiglia, tramite il portale INPS.

Novità anche sul fronte dei servizi per l’infanzia. Il bonus asilo nido resta attivo, ma viene allargato a nuove tipologie di strutture. Oltre ai nidi e micronidi per bambini tra 3 e 36 mesi, il contributo sarà valido anche per:

  • sezioni primavera, dedicate ai piccoli tra 24 e 36 mesi

  • spazi gioco a orario ridotto, spesso gestiti da cooperative e associazioni

  • nidi in famiglia, servizi educativi domiciliari rivolti a gruppi ristretti

Gli importi variano in base all’Isee minorenni. Per redditi fino a 25.000 euro, si può ottenere fino a 3.000 euro annui. La soglia scende a 2.500 euro per redditi tra 25.001 e 40.000 euro, e a 1.500 euro per chi ha Isee superiore o non lo ha presentato.

Il bonus può essere richiesto per ogni figlio che frequenta una delle strutture autorizzate, purché venga fornita documentazione di frequenza e pagamento. Anche in questo caso, l’INPS gestisce il procedimento.

Tra le linee guida più evidenti della nuova Legge di Bilancio, c’è la volontà di rafforzare il sistema di welfare familiare, soprattutto in favore delle donne che lavorano. Contributi diretti, accesso a servizi educativi, incentivi per l’assunzione e maggiore flessibilità organizzativa sono le leve attivate per rispondere a esigenze concrete, emerse con forza dopo gli ultimi anni di crisi.

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