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Riserva Biviere di Gela: 276 fenicotteri rosa avvistati in due giorni, zona cruciale per migratori

Riserva Biviere di Gela: 276 fenicotteri rosa avvistati in due giorni, zona cruciale per migratori

Il weekend del 2 e 3 ottobre 2026 ha regalato uno spettacolo straordinario alla Riserva Biviere di Gela, in provincia di Caltanissetta: in appena quarantotto ore, 276 fenicotteri rosa sono stati avvistati nelle acque del lago costiero, stabilendo il record assoluto di presenze mai registrato in questo sito. Un numero che racconta, meglio di qualsiasi relazione tecnica, quanto questa zona umida del nisseno sia fondamentale per la migrazione degli uccelli nel Mediterraneo.

Un record assoluto per i fenicotteri rosa a Gela

I 276 fenicotteri rosa avvistati al Biviere di Gela non sono solo un dato spettacolare: rappresentano il numero più alto mai censito nella riserva dall’inizio dei monitoraggi sistematici. I grandi trampolieri dalle piume rosate hanno occupato le acque basse del lago costiero, creando uno scenario che raramente si vede in Sicilia con questa intensità.

L’avvistamento non è stato casuale. I conteggi sono avvenuti nell’ambito di Eurobirdwatch, l’evento europeo coordinato di osservazione degli uccelli selvatici che ogni anno, nel primo weekend di ottobre, mobilita appassionati e ricercatori in decine di Paesi contemporaneamente. Il Biviere di Gela era uno dei siti siciliani coinvolti, e i risultati hanno superato ogni aspettativa.

Non solo fenicotteri: 65 specie e 1.600 esemplari in due giorni

Il primato dei fenicotteri rosa a Gela è la notizia più visibile, ma i dati complessivi dell’Eurobirdwatch al Biviere sono altrettanto significativi. Durante le due giornate di rilevamento sono state censite in totale 65 specie di uccelli e oltre 1.600 esemplari, una concentrazione che conferma la riserva come uno degli hotspot ornitologici più importanti della Sicilia meridionale.

Tra le specie osservate figurano aironi e spatole, uccelli già di per sé interessanti per chi studia le rotte migratorie del Mediterraneo centrale. Ma la presenza che ha catturato maggiormente l’attenzione degli osservatori è quella dell’airone schistaceo, esemplare raro e difficilmente avvistabile, la cui comparsa al Biviere aggiunge un ulteriore valore scientifico alla giornata.

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Perché il Biviere di Gela è cruciale per i migratori

La Riserva Biviere di Gela, nel cuore della provincia di Caltanissetta, è un lago salmastro costiero che si trova lungo una delle principali rotte di migrazione autunnale tra l’Africa subsahariana e l’Europa. La sua posizione geografica — a pochi chilometri dal mare, in una pianura aperta — la rende un punto di sosta ideale per le specie che attraversano il canale di Sicilia dopo lunghi tratti di volo sul Mediterraneo.

I fenicotteri rosa, in particolare, utilizzano le zone umide costiere siciliane come aree di alimentazione e riposo durante gli spostamenti stagionali. Le acque basse e ricche di invertebrati del Biviere offrono condizioni ottimali per questi uccelli, che filtrano il cibo con il loro caratteristico becco ricurvo. Un record di 276 esemplari in due giorni suggerisce che la riserva stia mantenendo — o addirittura migliorando — la propria capacità di accogliere popolazioni significative di questa specie.

L’importanza dell’Eurobirdwatch per il monitoraggio scientifico

Eurobirdwatch è molto più di una manifestazione per appassionati: è uno strumento di citizen science che produce dati comparabili su scala continentale. Partecipare con un sito come il Biviere di Gela significa inserire i dati locali in un contesto europeo, permettendo agli scienziati di tracciare le variazioni nelle popolazioni di uccelli migratori anno dopo anno.

Il fatto che proprio durante questa edizione sia stato stabilito il record dei fenicotteri rosa a Gela rende i dati ancora più preziosi: non si tratta di un’osservazione occasionale, ma di un rilevamento strutturato, replicabile e confrontabile con le edizioni precedenti e future. Per ANSA, che ha ripreso la notizia, il Biviere si conferma come una delle aree umide più rilevanti del Mediterraneo per l’ornitologia.

Quello che emerge dal weekend del 2 e 3 ottobre è un quadro di straordinaria vitalità ecologica: 276 fenicotteri rosa a Gela, 65 specie censite, 1.600 uccelli osservati, e almeno un esemplare raro come l’airone schistaceo. La riserva nissena non è solo un’area protetta sulla carta — è un ecosistema funzionante, capace di attrarre e sostenere una biodiversità che poche zone umide del Sud Italia possono vantare. Preservarla, anche nei confronti delle pressioni che gravano sulla pianura di Gela, è una questione che riguarda l’intera Sicilia.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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