È il lago vulcanico più grande d’Europa e custodisce borghi, isole misteriose e leggende millenarie.
C’è un luogo nel centro Italia dove la terra ha tremato per millenni, lasciando dietro di sé non solo cenere e tufo ma anche un lago che oggi è un piccolo mondo a parte. Il lago di Bolsena, al confine tra Lazio, Toscana e Umbria, non è solo un grande specchio d’acqua: è un monumento geologico, un archivio di civiltà e un polmone verde. Formato dalla caldera di un antico vulcano, con una forma quasi perfetta e acque limpide che si possono bere, questo lago si è ritagliato uno spazio tutto suo, lontano dalle mete di massa, ma sempre più cercato da chi ama i luoghi autentici, ricchi di storia e natura. Le sue isole Martana e Bisentina, i borghi arroccati e i sentieri che lo abbracciano raccontano un passato fatto di fuoco, fede, vendemmie, pescatori e riti antichi.
Una genesi vulcanica e un equilibrio naturale difficile da replicare altrove
Il lago occupa 113 chilometri quadrati, ma il dato più impressionante è la sua profondità, con punte che superano i 150 metri. Non ha fiumi visibili che lo alimentano: l’acqua arriva dalle piogge e da sorgenti sotterranee, e impiega oltre 100 anni per essere completamente ricambiata. Un ciclo lentissimo, che spiega in parte la limpidezza delle acque. Ma la vera origine del lago affonda in un tempo lontanissimo, quando il complesso vulcanico dei Vulsini eruttava con una potenza immane. Dopo un collasso del suolo, si creò una depressione colossale: la caldera. Ed è lì che oggi si distende il lago.

Una genesi vulcanica e un equilibrio naturale difficile da replicare altrove – gazzettadisicilia.it
Le rocce nere, il tufo, le colline coltivate attorno raccontano ancora quel passato infuocato. Le due isole nel mezzo, visibili da ogni punto della riva, non sono solo suggestive: sono antichi centri eruttivi emersi dopo la formazione della caldera. Oggi ospitano rovine, chiese, boschi chiusi al pubblico, leggende gotiche e un’aura di mistero. Martana è celebre per la tragica storia della regina Amalasunta, fatta uccidere lì nel 535 d.C., mentre la Bisentina fu un tempo ritrovo di cardinali e pellegrini.
Oltre al paesaggio, il lago di Bolsena è un piccolo universo ecologico. Nei canneti vivono aironi, folaghe, svassi e migratori che lo scelgono come tappa lungo le rotte Europa-Africa. Sotto la superficie, invece, nuotano coregoni, lucci, tinche, persici e le ultime anguille superstiti, pescate ancora con le reti tradizionali a Marta. La combinazione tra geologia, idrografia lenta, biodiversità e cultura rurale ha dato vita a un ecosistema raro, che l’Unione Europea tutela con la rete Natura 2000.
Borghi, riti antichi e sapori di lago: vivere un territorio che cambia col passare delle ore
Visitare il lago significa esplorare borghi dove il tempo ha un altro passo. A nord c’è Bolsena, con la sua rocca medievale, il miracolo eucaristico del 1263 e le infiorate di giugno. Poi Montefiascone, in alto, con la leggenda del vino Est! Est!! Est!!! e una vista che abbraccia tutto il bacino. Scendendo verso sud, si incontra Capodimonte, con il suo promontorio verde e la Rocca Farnese, e infine Marta, il borgo dei pescatori e delle celebrazioni contadine, dove ogni maggio si tiene la Barabbata, uno dei riti più arcaici del Centro Italia.
Non è solo storia: attorno al lago si vive. Ci si tuffa dalle spiagge vulcaniche, si rema in canoa tra i riflessi, si pedala lungo i sentieri che toccano antichi tratti della Via Francigena, si assaggia il coregone alla vernaccia, o l’anguilla marinata, accompagnati dal bianco fruttato di Montefiascone. Le attività cambiano con le stagioni: in estate tutto si anima, in autunno torna il silenzio dei sentieri, in inverno i borghi si svuotano e il lago si copre di bruma.
Chi arriva in auto trova parcheggi, agriturismi, trattorie. Chi arriva in bici trova percorsi panoramici che girano attorno al perimetro. In barca, si esplora da dentro il cuore dell’antico cratere. Le isole non sono sempre accessibili, ma anche vederle da lontano basta per capire che questo posto è speciale. Qui la geologia incontra la leggenda, la ruralità incontra la fede, la bellezza naturale incontra la mano dell’uomo senza che nessuno dei due domini l’altro. E questo, nel 2025, è già un miracolo.
In Italia c'è il lago vulcanico più grande d'Europa: un posto magnifico per vacanze da sogno - gazzettadisicilia.it






