Economia

Il 2026 mette in tavola l’aumento: cifra tonda e netta per milioni di lavoratori, chi ci guadagna

Il 2026 mette in tavola l'aumentoAumenti in arrivo per molti lavoratori - gazzettadisicilia.it

Dal 2026 i lavoratori vedranno un chiaro aumento del valore dei buoni pasto, uno strumento orami fondamentale per l’economia nazionale.

Dal 2026 i buoni pasto elettronici aumenteranno da 8 a 10 euro, grazie alla nuova Manovra di Bilancio che innalza la soglia di esenzione fiscale. La misura, approvata definitivamente dal Parlamento, entrerà in vigore dal 1 gennaio 2026 e produrrà effetti immediati sugli stipendi di milioni di lavoratori italiani.

L’intervento riguarda esclusivamente i ticket elettronici, ormai largamente diffusi, mentre i buoni cartacei continueranno a mantenere il limite di esenzione fissato a 4 euro. L’aumento della soglia fiscale rappresenta un incentivo significativo per le imprese, che potranno riconoscere buoni di valore più alto senza costi aggiuntivi in busta paga.

Cosa cambia per i Buoni Pasto elettronici?

Il nuovo tetto consentirà infatti di elevare il valore massimo annuo esente da imposte fino a 2.200 euro, rispetto agli attuali 1.760 euro. Secondo le stime, questo incremento garantirà ai lavoratori un beneficio netto di circa 440 euro all’anno, senza alcuna trattenuta fiscale o contributiva.

Il 2026 mette in tavola l'aumento

I buoni pasto diventano ancora più convenienti – gazzettadisicilia.it

Si tratta di un vantaggio concreto per circa 3,5 milioni di dipendenti, impiegati in oltre 250.000 imprese che utilizzano regolarmente i buoni pasto. Il valore dei ticket viene calcolato in base ai giorni di presenza, quindi l’aumento della soglia fiscale potrebbe tradursi in un incremento mensile significativo.

Le aziende non sono obbligate ad aumentare il valore dei buoni, ma la totale deducibilità rappresenta un incentivo forte in un contesto economico segnato dall’inflazione. Molte imprese potrebbero quindi scegliere di rafforzare il welfare aziendale, migliorando il potere d’acquisto dei dipendenti senza incidere sui costi del personale.

La legislatura dei buoni cartacei rimane invece invariata, con un limite di esenzione fermo a 4 euro, rendendo meno conveniente il loro utilizzo. La differenza tra le due tipologie tenderà ad ampliarsi ulteriormente, spingendo molte realtà aziendali a completare la transizione verso i buoni digitali.

Il sistema dei buoni pasto elettronici, già oggi molto diffuso, vale circa 4 miliardi di euro l’anno e rappresenta uno strumento centrale del welfare aziendale. L’aumento della soglia fiscale potrebbe contribuire a consolidare ulteriormente questo modello, favorendo una gestione più moderna e trasparente dei benefit destinati ai lavoratori.

Per i dipendenti, il vantaggio principale sarà la possibilità di disporre di un importo maggiore da utilizzare per pranzi, spese alimentari e acquisti necessari. L’intervento della Manovra si inserisce in un quadro più ampio di misure volte a sostenere il reddito dei lavoratori, senza gravare sui costi delle imprese.

L’innalzamento della soglia dei buoni pasto rappresenta quindi un tassello importante, capace di generare benefici immediati e facilmente percepibili nella vita quotidiana. Dal 2026, milioni di lavoratori potranno contare su un potere d’acquisto maggiore, mentre le aziende avranno uno strumento più efficace per sostenere il welfare interno.

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