In molte case italiane viene ancora preparato come primo aiuto contro la tosse stagionale. Ma cosa fa davvero l’infuso miracoloso?
Con l’arrivo delle prime giornate fredde, la tosse torna a comparire tra i fastidi più diffusi. Nelle fasi iniziali, quando l’irritazione è leggera e non si accompagna ad altri sintomi preoccupanti, molte famiglie italiane preparano ancora un rimedio casalingo antico: l’infuso di cipolla. Non è una cura medica, eppure viene considerato da generazioni una prima difesa “da cucina” contro i colpi secchi che disturbano il respiro, soprattutto di sera.
La ricetta è essenziale: due cipolle affettate, acqua calda e qualche minuto di bollitura. Dopo circa un quarto d’ora, si ottiene un liquido trasparente che può essere bevuto a cucchiaini, una volta raffreddato. Il sapore è forte, certo, ma chi lo usa dice che bastano poche dosi per sentire la gola meno infiammata. Al di là delle abitudini popolari, alcune sostanze presenti nella cipolla sono state effettivamente studiate. In particolare la quercetina e l’allicina, due composti che possono avere un’azione sulle vie respiratorie.
La domanda che si pongono in molti è se questo rimedio funzioni davvero o se sia solo frutto dell’abitudine. Per capirlo, serve osservare i meccanismi che legano la cipolla a una possibile azione lenitiva.
Cosa c’è nella cipolla che può aiutare davvero contro i sintomi da raffreddamento
Tra i vegetali più ricchi di composti attivi, la cipolla contiene flavonoidi, antiossidanti e zolfo organico, tutti elementi che hanno un impatto sulla fisiologia dell’apparato respiratorio. La quercetina, in particolare, è una molecola naturale con proprietà antinfiammatorie, che potrebbe aiutare a ridurre lo stato irritativo delle mucose. In alcuni esperimenti in vitro, la quercetina ha dimostrato anche un’azione espettorante, cioè stimolerebbe la produzione di muco più fluido, facilitandone l’eliminazione attraverso la tosse.

Cosa c’è nella cipolla che può aiutare davvero contro i sintomi da raffreddamento – gazzettadisicilia.it
L’altro protagonista è l’allicina, una sostanza volatile che si sviluppa quando la cipolla viene tagliata o schiacciata. L’allicina è già nota per le sue proprietà antibatteriche e antivirali, documentate anche in studi farmacologici. Non è un farmaco, ma può contribuire – in un contesto di sintomi lievi – a creare condizioni sfavorevoli per la proliferazione di virus e batteri. L’infuso, assunto tiepido, non irrita la gola, favorisce la decongestione e offre un piccolo supporto sintomatico nelle prime ore del malanno.
Le proprietà della cipolla, però, non vanno idealizzate. Non è indicata in caso di infezioni serie, tosse persistente, febbre alta o difficoltà respiratorie. In questi casi, serve sempre una valutazione medica. L’infuso può essere un primo aiuto, soprattutto quando la tosse è secca, saltuaria o notturna. Chi lo assume prima di dormire riferisce, in molti casi, una diminuzione dei colpi notturni.
Nel contesto familiare, viene spesso utilizzato anche con i bambini – pur con tutte le cautele del caso – o con gli anziani, soprattutto in zone rurali. Il motivo? È economico, si prepara in pochi minuti e non richiede ingredienti difficili da reperire. Un litro di acqua, due cipolle, un filtro e una bottiglietta. È tutto ciò che serve per tenere pronto un piccolo rimedio da usare quando serve.
Il ruolo della tradizione e le evidenze scientifiche oggi disponibili
Chi ha vissuto l’infanzia tra gli anni ’70 e ’90 probabilmente ricorda il profumo pungente che usciva dalla cucina quando si bolliva la cipolla. Era l’odore dei rimedi di una volta, quelli fatti senza prescrizione, ma con una logica semplice: agire per tempo, prima che la tosse diventasse continua o stancante. Eppure non tutto era dettato solo dall’intuito: la medicina moderna, oggi, sta riscoprendo molte proprietà degli alimenti, inclusi quelli considerati umili, come aglio e cipolla.
Nella fitoterapia e nella farmacognosia – le due discipline che studiano l’uso delle piante per fini terapeutici – la cipolla viene catalogata tra i rimedi coadiuvanti, in grado di supportare altri trattamenti. Viene usata come base per preparazioni artigianali, anche sotto forma di sciroppo con miele, oppure decotto mescolato a limone. Non ha controindicazioni gravi, salvo allergie specifiche o gastrite acuta, ma non sostituisce in alcun modo i trattamenti farmacologici per infezioni serie o patologie respiratorie croniche.
Le evidenze scientifiche, pur limitate, confermano l’effetto decongestionante, antiossidante e leggermente antimicrobico della cipolla, soprattutto se consumata cruda. Con la cottura parte dei principi attivi si attenua, ma l’effetto termico del liquido caldo contribuisce comunque a un sollievo immediato.
In molti casi, non è la cipolla in sé ad agire, ma il gesto del preparare qualcosa di caldo, dedicato, lento. In un tempo in cui si ricorre troppo facilmente a medicinali da banco, anche un infuso preparato in casa può diventare un segnale di attenzione verso il proprio corpo, e un modo per riscoprire un legame con la salute più diretto e sensibile.
L'infuso miracoloso per la tosse: un toccasana a costo zero che funziona dai tempi delle nonne - gazzettadisicilia.it






