L’EWG aggiorna la Dirty Dozen 2025: tra gli ortaggi più contaminati spuntano molti prodotti che trovi sempre in casa. I rischi e i consigli per evitarli.
Ogni giorno consumiamo frutta e verdura che, nonostante l’aspetto sano e invitante, può contenere residui di pesticidi e sostanze chimiche potenzialmente tossiche. Lo conferma l’ultimo aggiornamento della Dirty Dozen, la lista elaborata annualmente dall’Environmental Working Group (EWG), basata su test reali su migliaia di campioni analizzati dopo il normale lavaggio domestico. L’edizione 2025 conferma in vetta fragole e spinaci, ma sorprende con l’inserimento di cavolfiore, more e patate, alimenti consumati regolarmente anche da bambini e anziani. Il cambiamento non è solo nella classifica, ma nel metodo: ora si considera anche la tossicità delle singole sostanze e l’effetto cumulativo sul corpo umano.
Cos’è la Dirty Dozen 2025 e perché il cavolfiore è salito al terzo posto
Nata negli Stati Uniti, la lista Dirty Dozen viene pubblicata ogni anno dall’EWG per sensibilizzare i consumatori sull’uso massiccio di pesticidi nei prodotti agricoli convenzionali. Nel 2025 l’indagine ha incluso oltre 53.000 campioni tra frutta e ortaggi non biologici, tutti testati dopo la pulizia domestica (lavaggio, strofinatura, sbucciatura) per simulare le abitudini reali. L’obiettivo è misurare cosa resta effettivamente nel piatto.

Fragole, spinaci e cavolfiore ai vertici: cosa mostra davvero la Dirty Dozen – gazzettadisicilia.it
Il cavolfiore figura tra le sorprese più eclatanti: al terzo posto assoluto per presenza di residui tossici, risulta contaminato da insetticidi vietati e da sostanze legate a effetti neurotossici. Un dato preoccupante, considerando che questo ortaggio è ricco di ferro, calcio, omega 3 e omega 6, e viene spesso scelto come alternativa sana alla carne rossa. La sua inclusione nella Dirty Dozen ha sollevato interrogativi anche tra nutrizionisti, che da tempo ne promuovono il consumo per i benefici metabolici e antinfiammatori. L’EWG evidenzia che l’effetto negativo dei residui può alterare il profilo nutrizionale complessivo, soprattutto nei soggetti più vulnerabili.
Tra gli altri ortaggi e frutti in classifica compaiono more e patate, quest’ultime reintrodotte nella Dirty Dozen a causa di trattamenti post-raccolta che lasciano tracce rilevabili. Anche se non figurano sempre tra i cibi “da evitare”, il nuovo metodo di valutazione dell’EWG — basato su frequenza, quantità e pericolosità delle sostanze — li ha portati di nuovo sotto osservazione. Secondo l’associazione, il pericolo non è nell’evento singolo, ma nella ripetizione quotidiana di piccole dosi chimiche che si accumulano nel tempo.
Effetti sulla salute, rischi accertati e strategie per ridurre l’esposizione
Le evidenze scientifiche sulle conseguenze dell’esposizione prolungata ai pesticidi sono numerose. Secondo vari studi internazionali, il consumo regolare di frutta e verdura contaminata può essere associato a un aumento del rischio di cancro, diabete, asma e disfunzioni endocrine. In particolare, alcune sostanze utilizzate nei trattamenti agricoli possono interferire con lo sviluppo neurologico nei bambini, con effetti che si manifestano anche a distanza di anni.
Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dal cosiddetto effetto cocktail: ovvero l’interazione di più residui chimici ingeriti insieme, che può amplificare l’impatto tossico rispetto all’esposizione isolata a una singola sostanza. Il nuovo criterio dell’EWG tiene conto anche di questo elemento, offrendo una visione più precisa del carico chimico reale a cui è sottoposto il consumatore medio.
Cosa fare, quindi? L’organizzazione non raccomanda di eliminare completamente i prodotti in lista, ma invita a privilegiare le versioni biologiche soprattutto per quegli alimenti che risultano più esposti e più consumati, come fragole, spinaci, mirtilli, cavolfiore e verza. L’EWG affianca alla Dirty Dozen anche la lista Clean Fifteen, che comprende i prodotti con i residui più bassi: un’utile guida per orientarsi negli acquisti, specie quando il budget non consente di scegliere sempre il bio.
Infine, resta valida l’indicazione di lavare accuratamente ogni alimento sotto acqua corrente, anche se ciò non elimina completamente i pesticidi. La pulizia domestica aiuta comunque a ridurre sporco, batteri e parte dei residui superficiali, ed è un’azione concreta che si può adottare ogni giorno.
Non mangiare più questo alimento, è pieno di pesticidi tossici: la rivelazione assurda - gazzettadisicilia.it






