Nuovi dati epidemiologici, strategie di prevenzione e terapie innovative stanno cambiando la gestione di una malattia molto grave
Questo male è spesso asintomatico nelle fasi iniziali, e quindi la diagnosi spesso avviene in stadi avanzati. I sintomi più comuni includono tosse persistente, emoftoe, respiro corto, dolore toracico, perdita di peso e infezioni respiratorie ricorrenti. La diffusione può avvenire localmente o tramite metastasi a organi come fegato, ossa e cervello.
Il consiglio è, ovviamente, quello di sempre: non sottovalutare nulla e, anzi, rivolgersi tempestivamente solo a personale qualificato, come medici e specialisti.
Non sottovalutare la tosse
Il tumore del polmone rappresenta una delle principali sfide oncologiche a livello mondiale e in Italia, dove continua a essere tra le prime cause di morte per cancro sia negli uomini che nelle donne. Grazie ai progressi della ricerca e ai dati aggiornati, oggi si dispone di una conoscenza più approfondita sui fattori di rischio, le forme istologiche e le terapie più efficaci.
I polmoni sono due organi simmetrici, situati nella cavità toracica, la cui funzione principale è lo scambio gassoso: assorbire ossigeno e liberarsi dell’anidride carbonica. L’aria inspirata percorre la trachea, che si divide nei due bronchi principali, poi in bronchioli e infine negli alveoli, dove avviene l’effettivo scambio tra aria e sangue.
La patologia non è unica: si distinguono infatti diverse tipologie di tumore polmonare, con caratteristiche biologiche e cliniche differenti. Le forme principali sono il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), che rappresenta circa l’85% dei casi, e il carcinoma a piccole cellule (SCLC), più aggressivo e presente nel 10-15% delle diagnosi.
Le stime più recenti indicano che nel 2022 sono state diagnosticate in Italia circa 43.900 nuove forme di tumore del polmone, di cui 29.300 negli uomini e 14.600 nelle donne. Nel corso della vita, il rischio di sviluppare questa malattia è stimato in circa un uomo su 10 e una donna su 35, con un rischio di mortalità rispettivamente di uno su 11 e uno su 45. La mortalità annuale si aggira intorno a 34.000 decessi, confermando il tumore del polmone come prima causa di morte oncologica negli uomini e seconda nelle donne.

Il tumore ai polmoni, una malattia molto grave – (gazzettadisicilia.it)
Il fumo di sigaretta rimane il principale fattore di rischio, responsabile di 8-9 casi su 10. È ormai ampiamente dimostrato che esiste una correlazione diretta tra quantità e durata del fumo e rischio oncologico, con il rischio relativo per i fumatori che supera di 14-20 volte quello dei non fumatori. Anche l’esposizione al fumo passivo contribuisce in modo significativo. Oltre al tabagismo, altre cause includono l’esposizione professionale ad agenti cancerogeni come amianto (asbesto), radon e metalli pesanti, oltre all’inquinamento atmosferico, familiarità per tumore polmonare e pregressi trattamenti radioterapici.
La prevenzione primaria si basa principalmente sull’abolizione del fumo e sulla riduzione dell’esposizione a fattori ambientali e professionali. Sul fronte della prevenzione secondaria, studi recenti hanno evidenziato l’efficacia dello screening con tomografia computerizzata (TC) spirale nei soggetti ad alto rischio, come forti fumatori o ex fumatori con elevata esposizione tabagica.
Per giungere a una diagnosi certa, oltre agli esami radiologici, è fondamentale effettuare una biopsia e uno studio istologico del tessuto tumorale, spesso integrati da broncoscopia per prelievi mirati.
In Italia, la sopravvivenza a 5 anni dal momento della diagnosi si attesta intorno al 16% negli uomini e al 23% nelle donne, numeri che riflettono la difficoltà di una diagnosi precoce e la complessità terapeutica. La diffusione di programmi di screening organizzati, l’adozione di stili di vita salutari e l’accesso tempestivo a cure personalizzate rappresentano leve fondamentali per migliorare questi dati.
Non sottovalutare la tosse persistente - (gazzettadisicilia.it)






